La sigla A. S. Corno Basket compare per la prima volta sul finire del 1980, sulle ali dell’entusiasmo d’uno sparuto gruppo d’amici.

Gli scopi, da una parte portare anche a Corno di Rosazzo la pratica della palla a spicchi, dall’altra – conseguentemente far rientrare quei ragazzi che allora praticavano di Basket, a Cormons principalmente. I primi tempi furono così consumati all’insegna dell’entusiasmo che la novità della pallacanestro aveva creato attorno al fatto sportivo stesso; tanto più che in quel tempo a Corno di Rosazzo il calcio (anno di nascita 1929) – e soltanto quello – era lo sport praticato in massa e ad onor del vero sia a livello quantitativo così come in quello qualitativo il sodalizio dell’allora indimenticato ed indimenticabile suo Presidente Franco Marino Zilio, era il fiore all’occhiello dell’intero comprensorio manzanese.

Auree stagioni con la prima squadra in ‘Eccellenza’ e non pochi riconoscimenti con le svariate formazioni giovanili a confermare il buon lavoro svolto in un cinquantennio. Oltre al calcio, il dinamico comune collinare vantava poi una ben strutturata A. S. Corno Ciclismo, che sotto l’ardente passione da Dino Granzotto, il presidente, svolgeva già da oltre un decennio le sue attività sia con i giovani sia, soprattutto, nel settore amatoriale. Se si considera poi che sports quali il motociclismo, il pattinaggio a rotelle ed il tennis erano ancora di là da venire, ecco che la comparsa della pallacanestro nel nostro comune veniva a colmare un reale vuoto per quei giovani che, o per conformazione fisica o per attitudine psicologica, erano costretti ad ‘emigrare’ per poter sfogare la propria passione cestistica. I primi tempi, come detto, furono caratterizzati dal grande entusiasmo; e grande davvero doveva essere questo entusiasmo in Fadi e Regazzo, rispettivamente primi Presidente e Segretario anche in considerazione del fatto che sfrondate le conoscenze dei falsi pudori rimarranno pressoché dall’inizio i soli a… tirare la carretta.

Vengono così recuperati dalla vicina Cormons gli indigeni Brandolin, Sodano, Nadalutti e Oraria Bruno; tutti già eccellenti elementi del vivaio allora targato ‘Mobilcasa’ tanto che in tempi diversi per ognuno di loro ci fu pure la soddisfazione della panchina in serie D (allora quant’era ambita anche quella! ). Convinto l’amico Tofful a travasare in un regolare campionato l’innato suo talento allora messo a disposizione dei vari tornei interscolastici, e raccattato quanto di onesto c’era in loco, ecco che con quest’ ‘Armata Brancaleone’ viene affrontato il campionato di Prima Divisione. Inizialmente allenamenti e partite vengono disputati sull’appena inaugurato campo all’aperto, e non certo in comode e riscaldate palestre. Non sono comunque solo batoste; cinque vittorie su diciotto incontri con all’occhiello il successo su quella A. S. SNIA di Torviscosa, classificatasi seconda a fine campionato.

Degno di menzione il roccioso pivot Sodano, che risulterà terzo nella classifica marcatori nel proprio girone e sesto assoluto dell’intero campionato. L’anno successivo non si va oltre ad un settimo posto, sulle dieci del lotto, ma sarà ancora un super Sodano a far brillare l’ambiente andando a vincere la classifica marcatori dell’intera Prima Divisione. Il secondo anno vede pure il sorgere di un piccolo settore giovanile, dal quale uscì la squadra ‘allievi’. Se la prima squadra aveva in Sodano, Brandolin e Orsaria B. atleti di indubbio valore, la formazione allievi presentava al suo esordio i suoi primi ‘gioielli’ nel trio Groppo G., Specogna e Sfiligoi.

Qualcuno comincia a credere nell’impresa ed ecco arrivare anche il primo sponsor: è l’abbinamento tra due ditte, la Tecnocarta di Amaro, dedita alla produzione di cartoni e suoi manufatti, e la COWE di San Giovanni al Natisone, presente nel settore dell’impagliatura delle sedie. Non è molto, ma è sufficiente, e quel più conta è sincero e – a parte la defezione nell’anno successivo della COWE – la Tecnocarta rinnoverà l’impegno per altri due anni. Il settore giovanile cresce e nell’anno sportivo 1982-83, sono ormai una novantina i tesserati tanto che la pallacanestro a Corno di Rosazzo si può dire strizzi l’occhio al calcio. I minicestisti, seguiti da Fadi e Zilio Andrea, svolgono gli allenamenti in una stanza delle locali scuole elementari, che solo una fantasia robusta quanto infelice poteva definire palestra. Per questo motivo, per mancanza cioè di un’adeguata sede, le partite di entrambe le squadre M. B. si svolgeranno tutte (andata e ritorno) sui campi delle compagini avversarie, cosicchè pochi furono i fortunati che poterono vedere le prime esibizioni degli ‘esili’ Caucig, Pavone, Fantini o Peressini e dei già ‘paffutelli’ Mannino e Orsaria Marco.

Passati di categoria gli ‘allievi’ divennero ‘cadetti’, e sotto la vigile e paziente opera di Regazzo disputarono un onorevole campionato non proprio avaro di risultati agonistici, anche grazie all’arrivo di Mocchiutti. La Prima Divisione infine sotto la direzione di Urbancig e rimpinguata gli elementi provenienti dalla Mobilcasa attraverso un accordo che spostava al di là dello Judrio il pivottone Sodano ormai maturo alla serie D, non riuscì comunque a fare meglio delle due precedenti annate. Il quarto anno 1983-84, il settore giovanile è rappresentato oltrechè dal M. B. dalla squadra ‘Juniores’ regionale.

Per la prima volta viene allestita una formazione non più per fare la semplice comparsa, ma proprio in funzione di ben figurare in un campionato così lungo e competitivo. Accanto ai punti fermi Specogna, Groppo G., e Mocchiutti, si pensa bene allora di far arrivare da Cormons – vera fucina di talenti – elementi di buon valore e già rodati nei campionati di Promozione e serie D quali Denissa, Spessot e Cornale. La conduzione tecnica è affidata a Pettarini l’anno avanti già aiuto di Regazzo con i ‘cadetti’. La formazione, a detta di molti osservatori, è di quelle da primissimi posti, ma dopo un buon avvio qualcosa si rompe per strada e non si va oltre ad un 7° posto. A parziale consolazione quell’anno il nostro Mocchiutti viene votato, da un referendum indetto da un giornale sportivo regionale, quale miglior ‘Junior’ ’84. La cornice è quella del Carnera di Udine nell’ultimo turno casalingo di quella magica stagione che vide il ritorno di Udine cestistica (Gedeco 535) nella serie A1. Anche la squadra maggiore quell’anno attingerà dall’inesauribile serbatoio isontino, ma ancora una volta i risultati non si discosteranno di una virgola dai precedenti. L’ultima nota riguarda l’attuale D. S. Nadalutti che in veste di giocatore risulterà il più prolifero cecchino della squadra.

Il triennio 1984-87 è stato invece ‘di transizione’. Nel corso di quelle tre annate sportive infatti, il sodalizio cornese sembrava completamente assorbito dall’idea di fare il salto di qualità con la Prima Divisione avanzando – qualcuno – l’ipotesi che detta categoria forse cominciava ad essere stretta, ritenendo pure anacronistico impegnarsi nel settore giovanile, che tante risorse4 poteva distogliere ad una più ‘decorosa’ prima squadra.
Ad ogni modo prevalse nel direttivo la politica del risultato ad ogni costo, magari se accompagnato dalla promozione in… Promozione. Di conseguenza, venne smantellato il settore giovanile, azzerando il numero dei relativi tesserati, che nell’anno precedente toccava i 50 praticanti circa ed un lavoro paziente durato quattro anni: la capacità d’analisi – in qualcuno- si dimostrò ancora una volta non essere sempre caratteristica umana! Conseguentemente il presidente Fadi dette le dimissioni dall’Associazione Sportiva Corno Basket, ma non dalla pallacanestro, poiché andrà a curare il settore giovanile dell’Alba di Cormons, uno dei centri di spicco dell’intero comprensorio isontino.

A Corno ci sarà così un nuovo presidente, Claudio Regazzo, mentre a condurre la formazione di Prima Divisione, è chiamato Giancarlo Pettarini, già l’anno precedente allenatore della formazione juniores. Altra novità lo sponsor. Chiusa più che positivamente la collaborazione con la Tecnocarta di Amaro, ora le magliette del Corno Basket saranno marcate ‘Segheria Italia’. Insufficienti risulteranno i nuovi innesti voluti per alzare il tasso tecnico della squadra, poiché se si eccettua il solo juniores Giorgio Groppo, ora in pianta stabile in prima squadra, gli altri o verranno incomprensibilmente ignorati (Brandolin!!! e Corsano), o fisicamente ancora provati da troppo recenti malanni (Potenza) o, ancora, non sempre motivati (Borghese A., Comici).

Pure con questi problemi la formazione di Pettarini chiude il campionato al terzo posto e per soli 4 punti non passa alla successiva fase dei play-off. E pensare che si rivelò squadra dal miglior attacco del proprio girone! Anche l’anno successivo 1985-86, a rappresentare il Corno cestistico ci sarà la sola prima divisione, ed ancora più determinata nel cercare di centrare l’obiettivo promozione. A livello giocatori poche le novità da registrare, ma certamente di forte contenuto. La più interessante fu il rientro dopo tre anni di serie ‘D’ con l’Alba Mobilcasa di Cormons, del forte pivot cornese Claudio Sodano, uno dei pilastri dei primi passi del Corno Basket, ora reso atleticamente e tecnicamente d’un tasso assai superiore. L’altra novità, il play Giorgio Vanelli di Palmanova, elemento di grande esperienza e classe avendo calcato in precedenza campi di Promozione e serie D. Giorgio Groppo, Lavaroni, Specogna completavano il quintetto base con Cecot, Borghese D., Nadalutti e Potenza ai cambi. Con questi ragazzi, guidati ancora una volta dal coach Pettarini, la formazione chiude la formazione al secondo posto (miglior risultato dei primi sei anni di vita del Corno Basket), ma beffardamente non basteranno, poiché per disposizioni federali di zona quell’anno una sola formazione per girone alla prima fase dei play-off (Aiello per la cronaca). Giustificato il rammarico, ma per fortuna di breve durata. Bisogna comunque cambiare e prima dell’inizio del nuovo anno sportivo si passa ad un più che radicale cambiamento nei quadri societari.

Quel 1986-87, vedrà un nuovo presidente nella persona di Giorgio Specogna, quasi dalla prima ora al seguito delle giovanili (e non solo per il figlio Luca); una presenza sempre discreta la sua, ma pure così puntuale nei consigli e costruttiva, doti che lo faranno apprezzare dagli sportivi e non solo. Al suo fianco, con funzioni di segretario, rientra Italo Fadi ed assieme riaprono il discorso del settore Minibasket e giovanile allestendo in questo secondo settore una formazione di categoria ‘propaganda’ che viene affidata a Pettarini. A quest’ultimo, alla guida della prima squadra viene preferito ‘Pippo’ Bertolini da Cormons, vecchia conoscenza dei parquet locali. La squadra che gli viene messa a disposizione è sicuramente la migliore vista fino a quel momento a Corno di Rosazzo. Viene pure ingaggiato un pivot del calibro di Maurizio Borghese. Rispetto all’anno precedente poi, la squadra subisce alcuni cambiamenti: parte in prestito G. Groppo per la serie D di Cormons. Partono pure Potenza e Vanelli, il primo per motivi di lavoro, il palmarino per fine prestito. Rientrano Brandolin e Castellan, quest’ultimo tesserato da anni per il Corno ma, anche se pochissimo utilizzato, in quel mitico campionato 86-87 sarà una delle pedine fondamentali del ‘miracolo’. Infine, dall’U. B.C. Legno-Nord Udine arriva il manzanese Luca Morigi, un giovane che si è ben comportato nelle giovanili di quell’ottima società cestistica. Regular-season e play-off furono un’autentica passeggiata: 21 vittorie su 22 incontri disputati e miglior attacco di tutti i gironi, con Borghese a quota 626 punti, Castellan e Specogna entrambi a 310. Il campionato, iniziato a gennaio, arrivò alla fase finale con tre formazioni a contendersi i due posti per il campionato di Promozione a metà giugno sul campo di Codroipo. Il 1° turno venne perso per un soffio di punti (77-74) ad opera del Feletto Umberto, ma il 21 giugno – data del 3° turno- la squadra di Bertolini rispose alla perfezione riuscendo a battere (77-74) il Porcia. Passeranno così di categoria il Corno di Rosazzo ed il Feletto. L’altro campionato, quello ‘Propaganda’, fu avaro di risultati agonistici ma, come accennato, il settore si era appena ricomposto dopo due anni di assenza. E sarà proprio da quell’anno che il movimento giovanile riprenderà sia sul piano quantitativo, sia come sul piano dei risultati agonistici.

1991: Il progetto: a.s.d. Centro Sedia Basket
Scopo del progetto: quello di avviare un concreto rapporto di collaborazione fra società e amministrazioni comunali contermini, con il fine di poter riunire sotto un’unica bandiera. La scelta di giocare in più sedi, insieme a quella di collaborare con le società di Basket che operano nei comuni contermini, si è peraltro rilevata una carta vincente, assecondando i programmi della Società nel voler varare, in piena sintonia con i calendari e le disposizioni federali in tema di ripartizione per età, il maggior numero possibile di formazioni nel settore giovanile ed ha consentito di cogliere ottimi risultati anche nella diffusione della pallacanestro e nel superamento di anacronistici campanilismi. Quello della diffusione fra i giovani dello sport in genere, e di quello cestistico in particolare, è un proposito che trova ampi spazi nella Società: avvicinare i ragazzi ad un’attività di assoluto valore sociale come quella sportivanon più, come avveniva fino ad ora, attendendo i neofiti nelle palestre, bensì portando il basket fra i giovani, nelle scuole. L’iniziativa infatti, ha coinvolto in un’unità d’intenti con le famiglie dei ragazzi, l’amministrazione scolastica e ben dieci amministrazioni comunali di un vasto comprensorio che va da Manzano a Cividale, da Buttrio a Corno di Rosazzo, a San Giovanni al Natisone”.

La nascita del A.S.D. CENTRO SEDIA BASKET ha inizio nel 1991, grazie alla voglia di unire gli sforzi da parte dei presidenti del Corno Basket Giorgio Specogna, del Manzano Basket Loris Novello e del minibasket di San Giovanni al Natisone rappresentata da Giorgio Groppo, superando inutili campanilismi. L’intesa di fusione fu siglata il 07 giugno 1991. I primi storici consiglieri del CSB furono oltre a Giorgio Specogna e Loris Novello , Claudio Sodano, Paolo Novello, Gianfranco Nadalutti e Gianluca Joan, Fornasargi Stefano, Bartolini Paolo, Zilio Tiziano, Lavaroni Alesssandro, Zuliani Claudio, Grinspan Stefano, Fadi Italo, Sfiligoi Ugo, Olivo Franco e Menotti Arrigo: primo Presidente fu nominato Giorgio Specogna con incarico biennale. Arrivò così uno sponsor che legherà il proprio nome per oltre un decennio: la Cassa Rurale ed Artigiana di Manzano (CRA).

Il primo campionato nel 91-92, di Promozione fu affrontato senza la reale volontà di vittoria finale, mentre l’anno successivo 92-93 si programmò una squadra efficace e con un buon mix di esperienza con l’arrivo di Danelone e Floreancig e giovani interessanti come Specogna e Drusin che poi spiccherà il “volo” verso i campionati di b2 e b1. La panchina fu affidata a Paolo Lizzi e con 22 v. e 6 p. si vinse la regular season: La serie finale di play-off contro la 3s Cordenons fu emozionantissima, si perse gara 1 a Corno e si vinse il ritorno a Cordenons con un tiro a fil di sirena di Floreancig per poi trionfare tra le mura amiche ed approdare così in serie D interregionale.

Nel 93-94 fu nominato presidente Loris Novello mentre Claudio Sodano nelle nuove vesti di DS allestì una squadra in gran parte nuova per affrontare il nuovo ed impegnativo campionato, arrivarono due giovani che poi in futuro si riveleranno grandi acquisti Musiello e Signoretti, dal Sacile (serie c) arrivò un bomber ex serie A, Rino Puntin, in panchina si optò per Giorgio Iemmolo, ma purtroppo solo dopo due giornate diede le dimissioni e si ritornò così alla soluzione di Paolo Lizzi che a sua volta però a 8 giornate dal termine di dimise pur essendo in quinta posizione in classifica. La squadra fu allora affidata al vice Paolo Novello e ci fu una scossa positiva. La squadra infilò un filotto di vittorie che la portò a giocarsi un’inaspettata promozione all’ultima giornata in quel di Roncade, ma pur vincendo , la squadra promossa per soli 2 punti in più fu la Bravimarket di Stefano DeProphetis!

Nel 94-95 ci fu il rinnovo dei campionati e iniziò il nuovo campionato di serie C2 regionale. Arrivò un nuovo tecnico capace ed esperto quale Cludio Luzzi Conti che legherà il suo nome con un biennale alla CRA Manzano e ci fu il primo vero “colpo” di mercato con l’acquisto deil bomber Guido Sartori da Gradisca, guardia dal tiro mortifero e capocannoniere dell’allora serie C1. Fu però un’annata di transizione con risultati alterni ed un settimo posto finale che sarà il peggiore risultato fino all’approdo in serie B2.

Nel 95-96 la presidenza, come da statuto, passò di nuovo a Giorgio Specogna e si cercò di allestire una formazione più competitiva con l’arrivo di Peruch dalla serie B di Pordenone. Durante tutta la stagione la squadra lottò per le posizioni di vertice finendo il campionato terza mentre la squadra promossa fu Fagagna di Rovere e Luszach.

Nel 96-97 entrò a far parte del direttivo del CSB Fabiano Livoni persona competente, appassionata e tutt’oggi dirigente responsabile della prima squadra, come segretario Paolo Della Martina ed accompagnatore Petris Daniele. Ci fu il ritorno in panchina di Paolo Lizzi, Musiello viene dato in prestito a Gemona in C1, mentre da Cividale arriva Giorgio Groppo al posto del partente Peruch. Non sembrava una squadra da primissimi posti ed invece si piazzò seconda alle spalle dell’Ardita Go.

Nel 97-98 la carica di presidente passa a Dino Biancuzzi personaggio vulcanico e conosciutissimo nel manzanese. Nel frattempo la C2 si allarga da 16 a 20 squadre suddivise in 2 gironi da 10. Uno sponsor importante si aggiunge alla BCC e sarà quello della DE-TA azienda produttrice di sedie per ufficio, il DS Sodano riesce a portare al CSB il pivot Meden e Musiello per fine prestito da Gemona oltre all’arrivo del play Jurich che si aggiungerà a Signoretti, Groppo, Sartori e ai giovani Molinari e Della Rovere. La formazione allestita è da primissimi posti. Il girone a 10 squadre viene vinto, ma nella seconda fase esce inaspettatamente una squadra ai più sottovalutata che alla fine salirà in C1, Gli Amici del basket Pordenone di Montena.

Nel 98-99 si inizia con il cambio di allenatore, dalla C1 in uscita da Gemona arriverà un personaggio storico per i colori azzurro-arancio: Stefano De Prophetis. Si rinuncia a Meden e Signoretti, arriveranno il 2,07 Dreas da Cividale e Stefano de Clara che si rivelerà grande realizzatore e che formerà una coppia con Musiello temutissima da tutte le difese avversarie. Nel frattempo in C2 si sono venute a formare diversi squadroni con grosse ambizioni e roster da categoria superiore: Gemona con Mikula e Duranti; Staranzano con Zarotti, Gnjezda e Olivo; Gradisca con Gandolfi, Marega e Crisafulli. Il girone a 10 viene vinto di nuovo per il secondo anno consecutivo davanti a Staranzano, poi in semifinale troveremo Gradisca che sconfiggeremo 2-1, mentre in finale ritroviamo di nuovo Staranzano con gara 1 a Corno ed eventuale bella sempre a Corno. Gara 1 viene rocambolescamente persa per 63-65 con un contestatissimo finale dove un evidente fallo di Zarotti non viene fischiato a 9” dalla fine. Gara 2 a Staranzano sembra la fotocopia con finale al cardiopalma, ma a vincere e salire in C1 è Staranzano che prevale 67-64.

Nel 99-2000 De Prophetis lascia la panchina per approdare alla Trudi Udine di A2 femminile, si ritorna al girone unico a 16 squadre con la prima che salirà direttamente senza paly-off. In questo anno si affacciano alla finestra del Centro Sedia Basket Passoni Alvise e Basso Loris che in seguito saranno nominati responsabile del settore giovanile il primo ed all’unanimità Presidente della società il secondo, carismatico, factotum con grandi doti organizzative e che soprattutto si rivelerà più fortunato dei suoi predecessori. La panchina venne affidata a Ermes Sebastianutti dalla Bernardi B1 che accetta la C2 consapevole della forza e della voglia di riscatto della Bcc ed il ritorno di Paolo Bartolini come team manager. Musiello va in prestito alla Palermo Eagles, arivano Cargnello e Mazzoli mentre dallo Jadran giunge Sandi Rauber. Un gran girone di andata ci permette di avere ben 4 punti su Gradisca e 6 su Cordenons, ma nel ritorno proprio il Gradisca di Luzzi Conti riesce a rimontarci con un percorso netto di 15 vittorie su 15 incontri e così sfuma la promozione in C1 per il secondo anno consecutivo.

Stagione 2000/2001: Questa volta si cerca davvero di costruire una squadra che non possa mancare l’obiettivo finale. Il coach viene scelto nella figura esperta e preparata di Vanni Zanon. Il Ds Sodano fa il colpaccio accapparandosi Achille Milani in uscita da Cividale B2. Rientrerà Musiello dalla Sicilia e si acquista dalla Snaidero uno Junior di 2,00 molto interessante Max Rossi. Purtroppo la sfortuna ci si mette di mezzo con 2 infortuni abbastanza gravi a Milani e Rossi, la squadra arranca in quarta posizione a 4 punti da Cordenons e 2 da Ronchi e Virtus Ud fino alla sconfitta interna con S.Daniele che costerà l’esonero a Zanon. Il destino volle che contemporaneamente, nella stessa domenica, De Prophetis alla guida della Trudi Ud femminile, dia le dimissioni, sembrò quasi naturale richiamare il tecnico udinese ad una nuova chance per la conquista della C1. La settimana seguente ci fu un altro ingaggio importantissimo del 2,10 Mikula e poco dopo rientrò pure Milani. Si terminò la regular season in quarta posizione per differenza canestri a 2 punti dall’Intermek Cordenons. Nei play-off incontrammo quindi i primi in classifica che schieravano una super formazione con Banjak, Grion, Duranti, Corpaci, Cabai, ma la Bcc Manzano vinse in esterna 76-90 e nel ritorno a Corno 84-76. La finale fu contro la Ildi Ronchi dei Legionari che regolò in semifinale S.Daniele. La Bcc vinse gara 1 a ronchi e gara 2 a Corno in un palazzo stracolmo di gente. Degna menzione a tutti i protagonisti di quella storica e sofferta promozione in C1: Della Rovere, Musiello, De Clara, Mikula, Rossi, Milani, Jurich, Sartori, Passoni, Signoretti.

Stagione 2001-02: Co-sponsor alla BCC Manzano si affianca la F.lli Midolini spa di Udine.
Diversi furono gli avvicendamenti in squadra con le partenze di Jurich, Signoretti, Milani e Sartori e gli arrivi di Corpaci e un gradito ritorno di Rauber. La squadra dimostrò di essere solida e ben attrezzata per il nuovo campionato e terminò in quarta posizione. Nei paly-off affrontò la quinta classificata , un nuovo storico avversario il Roncade del micidiale tiratore Omar Visentin, i veneti espugnarono Corno e ci eliminarono in gara 2 a Roncade dimostrandosi più avvezzi a questo tipo di “battaglie”.

Nella stagione 2002-03 si rinnova e potenzia tutto l’organigramma del settore giovanile, il quale viene affidato all’organizazione di Alvise Passoni e Tiziano Zilio conoscitori delle varie problematiche gestionali del settore i quali riuscirono in poco tempo ad aprire varie collaborazioni con tutte le società limitrofe più importanti. In particolare la prima squadra nel frattempo, dopo una lunga trattativa, vista la grande concorrenza, riesce ad acquistare da Palmanova tre pezzi pregiati anche in prospettiva futura: Luszach , Rovere e Bonin. Fu il campionato dei record, ancor oggi imbattuti e che difficilmente nel girone C della C1 si potranno battere: 27 vittorie su 30 incontri, 54 punti con 10 punti di vantaggio sulla seconda che fu Roncade, 99,9 punti di media a gara, praticamente i 100 punti venivano raggiunti 1 partita su 2, ben 5 giocatori tra i primi 10 marcatori del girone, Musiello, De Clara, Rovere, Luszach e Della Rovere. Arrivò pure un appuntamento veramente indimenticabile per il CSB, la finale di coppa Italia serie C1 che si giocò a Montecatini contro l’Aprilia (Lt) e che forse per la troppa tensione venne purtroppo persa per 93-102. Pochi giorni dopo iniziarono i play-off, noi da primi in classifica incontrammo gli ottavi che erano una vecchia conoscenza, la Ildi Rochi dei Legionari eliminata qualche anno prima nella finale C2. I favori del pronostico erano tutti dalla nostra e nessuno avrebbe scommesso un euro su una nostra sconfitta. Gara 1 a Corno si vinse con estrema facilità 113-84, ma perdemmo gara 2 a Ronchi per 2 punti. Avevamo fino a quel punto tra campionato e coppa uno score di 33 vinte e solo 4 perse! Sembrava impossibile perderne due di fila, ma nel basket nulla è impossibile e Ronchi vinse gara 3 a Corno con il punteggio di 104-114. La doppia delusione (coppa – campionato) fu davvero cocente.

Ma nel 2003-04 certi che la squadra dei record meritava una seconda chance tutti i giocatori furono riconfermati con l’aggiunta di Salvador, la panchina passò a Zuppi esperto coach monfalconese che vinse la C1 con Staranzano l’anno precedente. A campionato in corso arriva uno sponsor di grande importanza e visibilità che legherà il proprio nome alla causa della pallacanestro friulana: CALLIGARIS azienda primaria a livello mondiale nella produzione di sedie e complementi per l’arredo. La squadra partì con alcuni passi, falsi il gioco non decollava si perse in casa con Roncade e a Rovereto che erano le principali pretendenti assieme a Trento per il salto in B2, dopo 8 giornate Zuppi venne esonerato, ancora una volta si pensò a De Prophetis per poter dare una scossa all’ambiente. Si terminò in terza posizione sapendo che ci sarebbe voluta un’impresa nei play-off, ed impresa fu: 2-0 con Carole, 2-0 con Roncade, 2-0 con Rovereto ed arrivò la B2! Con Rovereto si giocarono due tiratissime partite la prima a Rovereto vinta di 2 punti dopo che nel primo tempo eravamo avanti di 20! La seconda a Corno per 64-62 con due tiri liberi a 7” dalla fine di un glaciale Rovere in un palazzo talmente pieno che non si era mai visto.

Stagione 2004-05: Si andava incontro a parecchie incognite, primo fra tutte il regolamento che permetteva in B2 solo 5 senior e quindi si dovette rinunciare a malincuore a De Clara e Bonin: Intanto Cividale chiude con il basket e ci accaparriamo un play esperto di B2 come Diviach. L’impatto con il nuovo campionato non fu dei migliori, mancavano soprattutto l’esperienza per imporsi su campi “caldi” come quelli marchigiani o romagnoli, nel nostro girone poi trovammo squadre storiche del basket nazionale come la Reyer Ve e la rinata Nuova Pallacanestro Trieste. All’inizio del girone di ritorno siamo in terz’ultima posizione il baratro della retrocessione non è mai stato così vicino al CSB in tutti questi anni. Ancora una volta però l’intera dirigenza dimostra di fare quadrato attorno alla squadra e di riuscire a scovare un giocatore che ci farà fare un salto di qualità: Andrea Galiazzo giovane di indubbio valore tecnico che già conoscevamo dai tempi della C1 e che per due anni fu vicecapocannonire con Montebelluna. Si cominciò la risalita con un filotto di vittorie impressionante arrivando all’ultima giornata all’ottavo posto utile per l’incredibile accesso ai play-off, dove trovammo la prima in classifica Reyer Ve, che ci eliminò, ma con la soddisfazione di batterla tra le mura amiche , anche se poi cedette la promozione a Trieste che vinse 3-0 la finale.

Nella Stagione 2005-06, con sempre De Prophetis in panchina, si cercarono pochi, ma buoni “ritocchi” con pezzi di categoria superiore. Arrivarono Maurizio Sguassero 2,08 da Gragnano e Andrea Meneghin 2,00 da Borgomanero. La squadra era già competitiva, ma poco prima dell’inizio del campionato c’è la “ciliegina sulla torta”: Il prestito dalla Snaidero Ud di Micky Ferrari un under tra i più forti in circolazione. Anche la rivista Superbasket si interessa della nostra realtà e le famose stellette ci pronosticano tra i pretendenti al salto di categoria subito dietro a Reyer e Trento. In Consiglio direttivo si decide di riprovare l’avventura della Coppa Italia , le strade da seguire sono due o vincere la Summer cup o arrivare primi alla fine del girone d’andata per poi giocare contro le altre prime dei gironi A, C, D. La Calligaris riesce a vincere tutte le partite di Summer cup nell’ordine con Pordenone, Monfalcone, Castel S.Pietro, Civitanova e Castelfiorentino per poi giocarsi la finale contro Ruvo di Puglia, proprio in casa loro a Ruvo. Il 29 Dicembre 2005 sarà la prima vittoria di un trofeo nazionale con il punteggio di 65-74 per la Calligaris. La vittoria in Summer Cup ci darà diritto a disputare la finale di coppa Italia serie B2 che si svolse al Bpa Palas di Pesaro. Questa volta però la Calligaris si deve arrendere davanti all’Abc Varese di Checco Vescovi per 76-74. La rabbia ci proietta nei paly-off dove da quarti incontriamo la quinta, l’Oderzo, che eliminiamo per 2-1, arrivando così in semifinale dove ritroviamo la Reyer del bomber Marini che per il terzo anno consecutivo tenta la scalata alla B1. Gara 1 viene persa per un soffio 3 i punti di distacco finale, ma nel ritorno a Corno ci imponiamo abbastanza nettamente per 75-61. Arriviamo alla “bella” di nuovo al Taliercio credendo nell’impresa e all’intervallo siamo a 2 punti di distacco di fronte ad un gran pubblico arrivato in gran numero anche dal Friuli, ma nel secondo tempo la Calligaris non ce la fa a resistere ad un fortissimo avversario che vincerà anche la finalissima contro Trento per 3-2 ed approderà così alla B1.

Nella stagione 2006-07 si riparte con enorme fiducia. In estate arrivano Cabass, Godina e Provenzano, ma la squadra soffre alcuni problemi e a stagione in corso, dopo la partenza di Meneghin verso Gorizia e l’arrivo al suo posto di Ratta, si registra pure l’avvicendamento tra De Prophetis con il duo Martelossi-Melloni. La scossa iniziale del cambio tecnico si registra, ma nel girone di ritorno la Calligaris lascia per strada punti importanti (soprattutto quelli nella sfida di Porto San Giorgio contro la cenerentola Porto Sant’Elpidio) e così arriva ai play-out dove cade malamente nel primo turno contro Rovereto e nel secondo contro Civitanova, sempre con il fattore campo a favore. Nel terzo e ultimo turno è in programma il derby fratricida contro Monfalcone in campo neutro a Pordenone: gara secca, vivere o morire. Corno quasi domina il primo tempo nonostante l’infortunio ad inizio gara a Musiello, però nel secondo tempo subisce la rimonta cantierina e nel finale alcune palle perse la condannano alla retrocessione in C1, mentre impazza la festa monfalconese.

Nell’estate 2007, c’è rivoluzione. Salutato anche l’assistente dalle “mani fatate” Claudio Lizzi, che per diversi anni ha affiancato De Prophetis, al posto del duo Martelossi-Melloni viene ingaggiato Andrea Beretta con vice Luca Cittadini che viene promosso dalle giovanili. Nel parco giocatori, Della Rovere, Musiello, Sguassero, Ratta, Cabass, Godina e Provenzano sono andati a fare la fortuna di altre compagini. Spazio in entrata invece per Gianni, Max e Davide Vecchiet, Londero, Piccini, Alberti e Drius oltre al ritorno di Meneghin. Confermati solo Diviach, Accardo e Luszach. A stagione in corso c’è l’aggiunta di Manucci da Forlì. La Calligaris spadroneggia, vince la regular season senza mai perdere in casa e nei play-off coglie la promozione in B dilettanti con un inequivocabile percorso netto di 7-0 contro San Daniele, Virtus Udine e Vicenza. Il 5 giugno 2008 a Vicenza si festeggia il ritorno nella vecchia B2 davanti a tantissimi tifosi manzanesi impazziti di gioia.

Passiamo alla stagione 2008-09. Con sempre Beretta e Cittadini quali tecnici, in estate sono stati confermati Davide Vecchiet, Meneghin, Londero, Piccini, Luszach e Diviach. Ringraziati per il determinante contributo dato alla causa con la promozione, sono stati lasciati liberi Gianni e Max Vecchiet, Manucci, Accardo, Drius e Alberti. Dentro Budin, Ogrisek e Piani da Monfalcone. In corsa è anche arrivato Riccardo Conti. E’ stato un campionato difficile, molto equilibrato, nel quale però la nostra squadra ha acchiappato risultati straordinari come per esempio i successi nei derby esterni a Gorizia e a Trieste (che bel regalo di Natale….) oltre alla vittoria interna contro la Falconstar Monfalcone che ha finalmente cancellato una volta per tutte la retrocessione del 2007. La serie infinita di infortuni occorsi ai nostri giocatori (Davide Vecchiet e Diviach su tutti) ci ha purtroppo penalizzati non poco, ma siamo comunque riusciti ad entrare nei play-off cogliendo, quindi, l’obiettivo stagionale e la permanenza in B dilettanti.

La stagione 2009/2010 è stata storica nel suo piccolo. La squadra, rispetto all’estate precedente, ha subito una profonda rivoluzione. E’ cambiato l’allenatore, è tornato Maurizio Zuppi al posto di Andrea Beretta così come ha fatto le valigie lo storico vice Luca Cittadini, e anche il parco giocatori ha visto molti giocatori andarsene (Davide Vecchiet, Londero, Meneghin, Budin, Luszach e Ogrisek tanto per fare qualche nome) e tanti arrivare (Salis, Pettarin, Max Bosio, Ciavolella e Spigaglia per esempio). La Calligaris, alla fine della fiera, è arrivata ai play-off, uscendo al primo turno per 2-1 contro la poi promossa Piacenza di Supermario Boni, ma soprattutto ha partecipato alle final eight di coppa Italia a Foligno sotto Pasqua rendendo orgogliosi tutti, ingegner Calligaris in primis.

Nell’estate 2010, fattosi da parte Claudio Sodano, al quale vanno i ringraziamenti di tutta la società per la competenza e dedizione profusa fin dalla costituzione dell’associazione, il mercato è stato tutto nelle mani di Fabiano Livoni che, assieme al confermatissimo coach Zuppi, ha deciso di tenere Diviach, Piani, Piccini, Spigaglia e Ciavolella, oltre al 1992 Avanzo che ha tanto fatto bene sul finire della scorsa stagione. Partiti Bosio, Salis e Pettarin, sono giunti in maglia Calligaris da Monfalcone Riccardo Miniussi, da Spilimbergo il cavallo di ritorno Sergio Luszach e nientepopodimeno che Patrick Nanut dall’A dilettanti di Fidenza. A novembre, poi, dalla Snaidero Udine, ritornò Michele Ferrari. La squadra è rimasta sempre in zona play-off e della sua casa ha fatto un fortino inespugnabile. fatta eccezione per Marostica all’esordio e Monfalcone sul finire dell’annata sportiva. A Corno, infatti, ci hanno lasciato le penne le battistrada Ravenna e Santarcangelo, che sarà promossa a fine stagione nella futura Dna. La Calligaris è arrivata quinta in regular season e nei quarti dei play-off ha affrontato proprio i cugini cantierini che si sono imposti per 2-1 facendo valere il fattore campo.

Nella stagione 2011-2012 con l’ex B dilettanti che assunse il nome di Divisione nazionale B, la società di concerto allo staff tecnico decise di cambiare tatticamente e tecnicamente il roster: togliere un lungo per aumentare di un’unità il reparto esterni. Partirono, alla volta di Spilimbergo,  la “bandiera” Marco Diviach al termine di sette stagioni indimenticabili, i lunghi Max Spigaglia (allo Jadran in Dnc) e Marco Ciavolella (a Firenze in Dnb) e il figliol prodigo Luca Piccini che optò per un’esperienza professionistica a Livorno sempre in Dnb. Ai confermati capitan Sergio Luszach, Matteo Piani, Patrick Nanut, Andrea Avanzo, Riccardo Miniussi e Michele Ferrari si aggiunsero i seguenti innesti: il play Daniel Tonetti reduce da una stagione a metà tra Napoli e Piombino, la guardia Federico Vidani da Trieste e l’ala Adriano Pigato pure lui a metà, nel 2010/2011, tra Padova e Pordenone oltre agli altri giovani Christian Fumolo e Marco Binutti, già nelle giovanili Csb, e il rientrante Tommaso Gobbo dopo il prestito a San Daniele in C dilettanti. La squadra, al termine di una fantastica stagione regolare chiusa al secondo posto con un bilancio di ben 23 vittorie e solo 7 sconfitte, si qualificò per i play-off: un fatto storico. La storia, però, doveva essere ancora aggiornata. Superato l’ostacolo Fossombrone con un secco 2-0 nei quarti, in semifinale la Calligaris incontrò Ravenna e la estromise per 2-1 in una serie in cui regnò il fattore campo e nella cui gara 3, dopo 22 secondi dalla palla a due, Patrick Nanut si ruppe il legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Ma intanto il gruppo si cementò ancor di più se mai ce ne fosse stato bisogno e i tifosi riempirono in crescendo il catino di via XXV aprile. Nella finale promozione, la squadra friulana giocò con il cuore in mano e rese dura la vita alla nobile decaduta Ferrara che salì in Dna vincendo 2-1. Per la Calligaris, comunque, ci fu un’altra possibilità per continuare a cullare il sogno B1 (in termini romantici). All’arena Altero Felici di Roma, casa della Stella Azzurra, Corno sfidò in un concentramento a tre Reggio Calabria e Poggio Rusco/Mirandola. Capitan Luszach e soci, al termine di una rimonta pazzesca, -17 al 32′ e -10 a -1’17” dal 40′, superarono Reggio Calabria al supplementare, ma nella decisiva sfida Poggio Rusco – colpita nell’orgoglio dal tragico terremoto di maggio – riuscì a regolare una Calligaris troppo stanca arpionando dunque la promozione. Comunque sia finita, fu uno straordinario successo per la piccola, grande realtà cornese che nell’annata seguente potè affacciarsi alla Dnb per l’ottava volta negli ultimi nove anni.

Nella stagione 2012-2013, a causa delle norme federali (sette senior e tre under anziché otto senior e due under a referto come l’annata precedente), il Csb dovette rinunciare suo malgrado allo storico capitano di mille battaglie, Sergio Luszach tra l’altro diventato padre per la prima volta a luglio 2012, e a Matteo Piani: “due uomini prima che giocatori” disse di loro il dg Livoni. Al loro posto arrivò il lungo Davide Zambon, ex Monfalcone e Rieti, che si aggiunse ai confermati Tonetti, Vidani, Nanut, Pigato, Ferrari e Miniussi e agli under Avanzo, Cecotti e Fumolo oltre a Galiazzo, tornato a gettone finché non tornasse Nanut dall’infortunio. Senza parlare dello staff tecnico, da Zuppi a Bolla, da Boccolini a Bonetti. E’ stata un’annata per certi versi sfortunata in cui la Calligaris ha stentato a decollere. Vuoi per gl’infortuni, vuoi per la difficoltà d’ambientamento al nuovo girone, vuoi per il diverso assetto avuto con Galiazzo prima e Nanut poi. Il Csb non è arrivato ai play-off, ha chiuso al tredicesimo posto con 13 vittorie e 17 sconfitte, a 4 punti dall’ottavo posto e con in dote il 2-0 nei derby Fvg contro Spilimbergo.

Nell’estate 2013, la società Csb ha preso la sofferta decisione di rinunciare alla Dnb per motivi economici e così la società friulana, sempre sponsorizzata Calligaris, ha ricevuto una wild card per meriti sportivi per partecipare alla C Fvg 2013-2014. Il primo tassello è stato il nuovo allenatore, Luca Cittadini per Maurizio Zuppi a cui il Csb ha rivolto il proprio ringraziamento. Per Cittadini s’è trattato di un ritorno dopo aver fatto il vice Beretta dal 2007 al 2009 tra C e B dilettanti. La società ha deciso di ripartire dai giovani Avanzo, Cecotti e Fumolo, dai confermati Pigato e Tonetti che hanno deciso di tornare a vestire la maglia Csb anche in categoria inferiore e da Raccaro, proveniente da Cormòns, e Piccini, tornato a Corno da Spilimbergo. La squadra, dopo aver perduto per strada Fumolo passato a Tarcento e rimpiazzato temporaneamente da Max Vecchiet, ha fatto l’andatura in stagione regolare con la Falconstar Monfalcone. Uscita in semifinale di coppa Fvg contro Codroipo, la Calligaris ha superato per 2-0 la Latte Carso Ubc nei quarti di finale dei play-off e nella semifinale della Final four disputata a Cordenons ha battuto la Geoclima Fogliano grazie a un 2+1 a tempo scaduto di Alex Cecotti. Questa vittoria ha significato la promozione in serie C visto che erano previsti due posti a disposizione al piano superiore. Nella finale, la Calligaris ha perso contro la corazzata Falconstar.

Nella stagione 2014/2015, la Calligaris è ai nastri di partenza della rinnovata serie C triveneta. Accanto ai confermati coach Cittadini, Avanzo, Miniussi, Piccini, Tonetti e Max Vecchiet, il dg Livoni ha firmato Andrea Franco proveniente dall’Ardita Gorizia, Siro Braidot da Castelfiorentino e il ritorno da Fogliano del capitano di mille battaglie, Marco Diviach. La formula del campionato prevede che le prime quattro squadra vadano ai gironi play-off promozione in B, mentre tutte le altre manterranno la categoria, senza alcuna retrocessione. All’esordio, la Calligaris vince a Mestre al fotofinish, poi fà due su due in casa e incanala la stagione su binari positivi anche se siamo solo all’inizio. Il ko casalingo, alla settima d’andata, contro la Falconstar Monfalcone che s’impone di 17 punti non manda al tappeto il Csb, invece fortifica che la Calligaris che dà la definitiva svolta al suo cammino. La truppa di coach Cittadini e del neo arrivato vice Marco Rovere inanella un cammino straordinario con l’intermezzo della qualificazione alla Final eight di Coppa Italia a Rimini (sconfitta nei quarti contro la forte abruzzese Ortona). Ciò grazie al primo posto a fine andata frutto di una vittoria in rimonta e altrettanto sensazionale contro Oderzo all’Epifania che manda in estasi il numeroso pubblico accorso in via XXV aprile tra cui il main sponsor, ingegner Alessandro Calligaris. Nel ritorno, la Calligaris veleggia sempre nelle prime due posizioni in classifica e chiude proprio seconda cogliendo la qualificazione, da matricola, ai play-off. Nel girone promozione con San Miniato, Virtus Imola e Iseo, i friulani partono bene regolando una dietro l’altra in casa Iseo e Imola. Ma sul più bello il Csb subisce la tegola infortuni. Capitan Diviach e Braidot devono alzare bandiera bianca e lasciano da soli in campo i loro compagni. La doppia sfida con San Miniato, poi promossa direttamente, consegna due sconfitte ai friulani che vedono sfumare il sogno promozione a causa del passo falso a Imola nel penultimo turno, nonostante lo stoico rientro dello “strappato” Diviach. Braidot resta ancora fuori pure per la varicella e la Calligaris cade pure a Iseo nell’ultima recita stagionale.

Nella stagione 2015/2016, la Calligaris è ai nastri di partenza della C Gold. Si riparte dallo staff tecnico confermato (coach Cittadini, vice Rovere e preparatore atletico Manlio Tondo), ma non da Piccini trasferitosi all’estero per motivi di lavoro. Tra i giocatori non vengono confermati Max Vecchiet e Filippo Bazzaro, mentre restano capitan Marco Diviach, Riccardo Miniussi, Andrea Franco, Daniel Tonetti, Matteo Miani, Siro Braidot e Andrea Avanzo. Nel mercato, il dg Livoni si accapparra Paolo Graziani e Simone Macaro da Monfalcone più il rientrante Andrea Feruglio e Marco Bacchin dall’Ubc Udine. Dopo la seconda di ritorno, il 26 gennaio 2016, coach Luca Cittadini rassegna le sue irremovibili dimissioni e il Csb lo ringrazia per quanto fatto. Il vice allenatore Marco Rovere assume ufficialmente la guida tecnica della prima squadra dopo averla già condotta alla vittoria contro Mestre pochi giorni prima. La squadra svolta. Dopo un cammino balbettante a metà classifica, la Calligaris produce un bilancio in attivo a fine ritorno che la proietta al quarto posto nella griglia dei play-off: rimarrà nella storia il 91-63 inflitto agli storici rivali della Falconstar Monfalcone nella gara di ritorno di stagione regolare. Archiviata la prima fase, la Calligaris si tuffa nei play-off, come detto. L’accoppiamento riserva l’Ardita Gorizia, giunta quinta. Gl’isontini vincono 76-79 in gara 1 a Corno e pochi giorni dopo bissano questa affermazione vincendo in casa propria per 82-80 con un canestro decisivo di Marcetic a 4 secondi dalla fine. Così, il cammino del Csb nella C Gold 2015-2016 giunge al capolinea.

Nella stagione 2016/2017, la Calligaris è di nuovo ai nastri di partenza della C Gold. Si riparte da coach Marco Rovere affiancato dai vice Luca Silvestri e Gabriele Tonelli e dai preparatori atletici Fabio Cossaro e Dario De Conti. Sul fronte giocatori, i confermati sono capitan Marco Diviach, Marco Bacchin, Siro Braidot, Andrea Franco e Paolo Graziani ai quali il dg Livoni aggiunge Claudio Munini e il cavallo di ritorno Francesco Accardo da Tarcento nonché Matias Principe da Spilimbergo e l’altro rientrante (dopo due anni di inattività) Alex Cecotti. Salutano la compagnia, invece, Simone Macaro verso Codroipo, Daniel Tonetti verso Mestre e Riccardo Miniussi verso Monfalcone. Proprio a proposito di Tonetti e Miniussi, il loro ritorno per la prima volta da avversari a Corno è stato emozionante vista l’accoglienza riservata loro dal Csb con tanto di maglia regalata. Il campionato è duro e molto equilibrato. La Calligaris oscilla tra il quarto e il nono posto e, nonostante l’arrivo in corsa di Claudio Begiqi da Chiavari per allungare le rotazioni, fallisce l’ingresso nei play-off a causa della classifica avulsa con Codroipo e Monfalcone.

Ufficio Stampa

facebook

main sponsor

co sponsor